LICEO ARTURO TOSI X PARCO DELLE ROGGIE

SANTUARIO DELLA MADONNA IN CAMPAGNA


Fu costruita la chiesa, voluta da Bernardino Casati, figura di grande rilevanza nel borgo nella prima metà del XVI secolo. La data di fondazione è ancora visibile sul muro esterno dell'abside. Subito dopo la sua edificazione, venne inserito al suo interno un affresco raffigurante la Madonna del Latte, originariamente parte di una chiesetta longobarda dedicata a San Nazaro, situata nel luogo in cui sarebbe poi sorto il santuario.

Le pareti della chiesa furono affrescate con figure di santi. Successivi interventi si registrarono nel 1751, quando Giovanni Battista Corte eresse la sacrestia per devozione, come indicato da un'iscrizione sopra l'ingresso.

Su iniziativa del prevosto Attilio Barera, Carlo Pargoletti di Borsano affrescò la volta della chiesa.

Don Paolo Crespi avviò importanti lavori di restauro all'esterno della chiesa, includendo l'aggiunta di un pronao nella facciata.

Conclusione dei lavori.
Incoronazione delle figure della Madonna e del Bambino sopra l'altare con due diademi d'oro e gemme ad opera del monsignor Antonio Stoppani.

Viene eretto il campanile, questo portava la dedica dei soldati della guerra 1940-1945, del clero e del popolo a Maria SS.

Nuovi restauri, a cura di Bernardo Carli, interessarono soprattutto l'apparato pittorico della chiesa.

DESCRIZIONE GENERALE

Attualmente, il santuario si trova di fronte all'ingresso del cimitero comunale, presenta una pianta con un'aula rettangolare e un'abside semicircolare. La sacrestia settecentesca è adiacente all'aula, con la torre campanaria in muratura a base quadrata addossata ad essa. La facciata intonacata è preceduta dal pronao aggiunto nel 1937, caratterizzato da quattro colonne che sostengono una copertura lignea chiusa da coppi. L'ingresso della chiesa, tradizionalmente orientato verso ovest secondo le consuetudini medievali, è affiancato da due finestrelle rettangolari e sovrastato da un rosone circolare situato al di sopra del pronao e da una fascia orizzontale in laterizio a vista. I due lati esterni della chiesa sono in muratura non intonacata e mostrano chiaramente le quattro campate che costituiscono il corpo dell'edificio. All'interno della chiesa, le decorazioni pittoriche comprendono la pala d'altare raffigurante la Madonna del Latte. Altri affreschi, realizzati nel 1551 sulle pareti laterali, ritraggono il Cavaliere inginocchiato davanti alla Madonna con il Bambino, San Michele Arcangelo, le teste coronate di Davide e Salomone, l'Annunciazione, Santa Caterina d'Alessandria e Santa Lucia, San Francesco, San Rocco, San Sebastiano, Santa Liberata, un'altra Caterina d'Alessandria e San Donato, quest'ultimo aggiunto nel 1674.

Madonna sull’altare

s.santostefano




Sopra l'altare è collocato l'affresco della Madonna del Latte proveniente dal primitivo oratorio longobardo e successivamente staccato per essere collocato all'interno della chiesa. L'immagine dallo stile bizantineggiante rappresenta la Vergine seduta in trono con in grembo il Bambino nell'atto di allattarlo. Gesù tiene in mano un cardellino simbolo della Passione. Questo tipo di rappresentazione si diffuse molto nel Rinascimento, specialmente a Milano, ma subì un declino a causa delle rigide direttive impartire del cardinale Federico Borromeo

Il Cavaliere

s.santostefano




L'affresco nel santuario della Madonna in Campagna a Dairago raffigura un cavaliere in ginocchio davanti a Maria e il Bambino, interpretato come un miracolo dopo che il cavaliere fu sbalzato dal cavallo per aver ignorato l'immagine. Il ritratto potrebbe rappresentare Bernardino Casati, podestà di Mantova e marito di Lucrezia Della Croce, benefattore della chiesa. Successive generazioni dei Casati fecero donazioni e commissionarono opere per la chiesa, indicando un forte legame familiare con il santuario. Sullo sfondo è presente un paesaggio rurale identificabile con il borgo della vicina Legnano.

I Santi

s.santostefano




Annunciazione, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, Davide e Salomone

Il santuario di Dairago presenta affreschi tra cui spiccano l'Annunciazione, con la Madonna a destra e l'arcangelo Gabriele a sinistra, e una nicchia con le immagini di Santa Caterina d'Alessandria e Santa Lucia. La scena dell'Annunciazione include elementi teatrali e prospettici, con l'Eterno che appare tra le nuvole. Le figure di Santa Caterina e Santa Lucia, con attributi distintivi, occupano una nicchia e sono circondate da ornamenti. Affreschi ornamentali raffigurano le teste coronate di Davide e Salomone, simboli della continuità tra la stirpe di Davide e il Messia.

s.santostefano

San Rocco, San Sebastiano, Santa Caterina d’Alessandria

Nel santuario di Dairago, il transetto presenta affreschi di San Rocco, il giovane pellegrino curatore dei malati di peste, e San Sebastiano, ufficiale romano martire. Le immagini dei santi Francesco, Rocco e Sebastiano sono danneggiate nella parte inferiore, mentre sulla parete meridionale sono stati recuperati tre affreschi, tra cui Santa Liberata e Santa Caterina d'Alessandria, con dediche e date di esecuzione. La parasta vicina all'altare raffigura San Donato, patrono di Giovanni Donato Bossi, oblato viceprevosto di Dairago, con un affresco del 1674.

s.santostefano

San Michele arcangelo, San Francesco d’Assisi

Nel santuario di Dairago l'affresco sulla parete sinistra presenta San Michele arcangelo, come guerriero romano difensore del cristianesimo, trionfante sul diavolo. L'arcangelo, tradizionalmente considerato "pesatore delle anime", regge una bilancia con piccole figure umane. Sulla parasta destra, l'immagine di San Francesco d'Assisi, riconoscibile per le stimmate e il saio grigio, tiene il libro della Regola francescana e il Crocifisso.

Il Paliotto

s.santostefano




Il paliotto è un rivestimento dell'altare che copre la parte anteriore, con esempi pregevoli come il paliotto della Madonna in Campagna, attribuito alla produzione artistica veneta del Settecento. Alcuni paliotti, datati al 1780 e attribuiti a Francesco Guardi, presentano ricche decorazioni. Il paliotto della Madonna in Campagna, restaurato nel 1983, è stato ritrovato diviso in quattro parti e restaurato dal senese Bernardo Carli. L'ipotesi sulla provenienza del paliotto suggerisce legami con la famiglia Castelli e i Reuschenberg. La chiesa pievana di Dairago ha avuto un ruolo importante nella storia della comunità, con l'altare di san Giuseppe e la presenza del barone Castelli e di sua moglie Caterina Guglielma Reuschenberg.